NUCLEO CINOFILO VIGILI DEL FUOCO
della TOSCANA
Il Nucleo Cinofilo dei Vigili del Fuoco della Toscana ha una nuova, straordinaria unità operativa.
E i numeri parlano chiaro: PUNTEGGIO MASSIMO
🏅 100 su macerie
🏅 100 in superficie
Siamo davvero orgogliosi di aver fornito un cane così speciale a una delle più grandi eccellenze del nostro Paese. 🇮🇹
Ma la gioia più grande è vedere un “fratello” come Andrea Zacchei, un veterano con numerose missioni alle spalle, operativo sul territorio con un nostro Malinois.

Guardarlo fiero e sorridente insieme al suo ( ed al nostro) Leclerc dei Guardiani della Luna fa capire subito di che pasta siano fatti.
Guardiani Della Luna
Vederlo in azione fa impressione: che sia sulla neve, impegnato nell’addestramento tra i boschi o concentrato con i suoi occhiali protettivi d’ordinanza, dimostra ogni volta una serietà incredibile.
Conoscendo il valore di entrambi, siamo sicuri che Andrea e Leclerc faranno grandi cose insieme. La loro sinergia sarà una risorsa fondamentale per il soccorso e la sicurezza di tutti.
Buon lavoro a questa splendida squadra! La Toscana e l’Italia sono in ottime mani.
Grazie mille per tutto quello che fate
Vigili del Fuoco.
UN TRAGUARDO IMPEGNATIVO
Per far capire quanto sia straordinario il traguardo di Andrea e Leclerc, basta guardare il percorso che c’è dietro. Diventare un’unità cinofila operativa dei Vigili del Fuoco non è semplicemente “addestrare un cane”, ma superare una delle selezioni tecniche e psico-fisiche più dure in assoluto.
1. Il prerequisito:
essere già un Vigile del Fuoco
Non si può entrare direttamente come conduttori di cani. Il primo passo è vincere il concorso pubblico nazionale per entrare nei Vigili del Fuoco, superare il duro corso di formazione iniziale e diventare un vigile operativo a tutti gli effetti.
Solo successivamente si può fare domanda per i posti disponibili nei nuclei cinofili regionali.
2. Le selezioni attitudinali (Uomo e Cane)
Quando si apre un bando interno, la selezione è severissima:
Per il conduttore: test psico-attitudinali e prove fisiche mirate a valutare la resistenza, la capacità di muoversi in ambienti estremi (macerie, crolli, fango) e l’equilibrio emotivo in situazioni di forte stress.
Per il cane: viene valutato da una commissione di esperti veterinari e istruttori. Si cercano doti caratteriali innate come l’equilibrio, la docilità, la tempra, la curiosità e un fortissimo istinto del gioco (fondamentale per la ricerca).
3. Il durissimo percorso di formazione (Scuola Nazionale)

Una volta superata la selezione, il binomio uomo-cane affronta un percorso formativo centralizzato presso la Scuola Nazionale Unità Cinofile dei Vigili del Fuoco.
L’addestramento dura mesi ed è estenuante: si lavora con qualsiasi condizione meteo (dal gelo torrido al caldo soffocante) e in scenari altamente realistici.
Il cane deve imparare a ignorare distrazioni enormi (rumori di ruspe, odore di cibo, fumo, soccorritori in movimento) e a segnalare esclusivamente la presenza di persone vive sotto le macerie o disperse in superficie.
4. L’esame di abilitazione operativo
Il percorso culmina con un esame ufficiale rigoroso, dove non sono ammessi errori. Per ottenere l’operatività (come il fantastico punteggio massimo ottenuto da Leclerc), l’unità deve superare prove pratiche impeccabili sia nella ricerca in superficie (boschi, montagne) sia su macerie (scenari di terremoti o crolli strutturali).
⚠️ Una dedizione costante:
Ottenuta l’abilitazione, il lavoro non finisce. Per mantenere la prontezza operativa e l’intesa perfetta, il binomio deve sottoporsi a addestramenti quotidiani e a periodici esami di re-idoneità per tutta la carriera del cane. È una scelta di vita totalizzante, dove il cane diventa a tutti gli effetti un compagno di vita e di lavoro h24.
🎉🎉🎉 🚒❤️🐕
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